Home > Il Santuario

Il Santuario di San Lussorio

Il Santuario di epoca romana in onore a San Lussorio, Cesello e Camerino annoverato fra i Santuari italiani è ubicato al confine del Comune di Selargius con quello di Monserrato a ridosso della zona chiamata “Serriana”, in prossimità della zona archeologica di “Su Coddu”, è oggi compreso in una zona caratterizzata da forte espansione urbanistica, processo che ha deprivato il San Lussorio della connotazione di Chiesa campestre, riconoscibile sino a qualche decennio fa. In un'area poco distante dal Santuario, alcune campagne di scavo archeologico hanno restituito materiali di età nuragica, appartenenti ad un insediamento forse comprendente anche un nuraghe. Di fronte alla facciata della Chiesa è stata, invece, rinvenuta una necropoli che ha restituito numerosi reperti di età romana. 

Il Santuario costruito dai Monaci Vittorini di Marsiglia è attestato con il nome Santo Lusurio nel 1365. L'Esquirro, raccogliendo le testimonianze della popolazione selargina, ricordava nel 1624 (nell'opera Santuario de Caller) che la Chiesa era stata sempre chiamata Sa Cresia de is Santus. Il nome non si è, però, conservato: non lo ricordano studiosi del passato (Angius) né la tradizione popolare; non lo documenta la toponomastica recente (IGM. Foglio 234 IV N.E. Selargius) né quella passata (ASC - Antico Catasto, Fondo Real Corpo di Stato Maggiore, 001 e 002 del 1845).

Il Santuario attualmente dedicato a San Lussorio coincide con tutta probabilità con quella che le fonti ricordano come Chiesa Vittorina dedicata a San Lucifero di Pau (villaggio medievale ora scomparso, sito fra gli attuali Comuni di Selargius e Monserrato). Con questa dedicazione compare in una donazione a favore dei monaci Vittorini di Marsiglia tra il 1089 e il 1090. Una Chiesa dedicata a San Lucifero di Pau è ricordata anche dalla Bolla di papa Urbano II, del 4 aprile 1095. E' da segnalare, peraltro, che nei registri della Causa Pia la Chiesa era attestata con la dedicazione a San Lucifero fino al 1666. Da questa data compare di nuovo, e definitivamente, il titolo di San Luxorio.

Esistono vari oggetti di culto. Uno è rappresentato dal gruppo ligneo (risalente al Settecento) dei Santi Lussorio, Cesello e Camerino. Il gruppo, conservato nella parrocchia Maria Vergine Assunta di Selargius, viene trasferito nel Santuario in occasione della festa annuale. Nella medesima parrocchia è anche custodita una reliquia proveniente da Pavia, dove i resti del martire furono traslati in età longobarda. Dell'esistenza di tale reliquia riferisce anche una fonte risalente al 1778 (Archivio Storico Diocesano di Cagliari, Respuestas), la quale attesta come essa fosse ritenuta autentica da tempo immemorabile: " ... y tambien se expone al culto publico la reliquia de san Luxorio in autentica por solo himemorial costumbre". All'interno del Santuario è custodito un altro oggetto di culto: si tratta della statua rappresentante San Lussorio, alla quale sono affiancate le statue di San Cesello e San Camerino, realizzate nel 1994 dall'artista Claudio Pulli. Altro oggetto di culto è una reliquia - forse un frammento di falange - proveniente dalla Cattedrale di Cagliari, ora esposta in una teca all'interno del Santuario di San Lussorio. La reliquia è conservata in un reliquiario di argento realizzato a cera persa ed è accompagnata da un documento del 1827, con cui l'allora arcivescovo di Cagliari ne comprovava l'autenticità. Nel Santuario è anche custodito un sarcofago, ritenuto dalla tradizione popolare la tomba di San Lussorio. Lo stesso sito in cui il Santuario è sorto costituisce oggetto di culto, in quanto ritenuto dai devoti luogo di martirio e di sepoltura del Santo.

E' assai probabile che la Chiesa di San Lussorio sia stata un Santuario sin dalla tarda antichità (almeno dal V secolo D.C.). Inserito nel tessuto insediativo della "villa" medievale di Palmas, il Santuario ne fu Chiesa parrocchiale sino al momento dello spopolamento, avvenuto entro il 1584. Anche dopo, tuttavia, la Chiesa continuò ad essere frequentata da pellegrini e devoti, che lasciarono in alcuni punti dell'edificio traccia del loro passaggio (orme di pellegrinaggio a forma di calzari, croci e altri simboli). Il suo abbandono si è registrato, invece, in tempi a noi più vicini: danneggiato nel corso dei bombardamenti della seconda guerra mondiale, crollata una parte del tetto nel 1953, il Santuario fu condannato ad un lungo degrado, durato sino al 1988, quando dopo alcuni anni di pressioni da parte della cittadinanza selargina vennero iniziati i lavori di restauro e la sistemazione dell'area circostante il Santuario. I lavori di restauro si sono conclusi nel 1993.

Il Santuario è legato al culto del martire San Lussorio, venerato in tutta l'isola oltre che in alcune località della penisola (Pavia, Pisa, Firenze). Le fonti a disposizione (Epistolario di San Gregorio Magno, Martirologio Gerolimiano, le tre versioni della Passio Sancti Luxurii) non consentono però di chiarire con sicurezza se si tratta di un Santuario edificato sul luogo del Martirio del Santo, oppure se si tratta di un Santuario memoria, nato per una particolare devozione nei confronti di San Lussorio.

A supporto della prima ipotesi sono alcuni brani della Passio e, anche, l'esistenza in loco di un sarcofago conosciuto come "sepolcro di San Lussorio", datato al IV secolo D.C. (periodo del martirio del santo), che avrebbe accolto le spoglie del martire. La seconda ipotesi trova, invece, supporto negli studi di Felice Cherchi Paba, che colloca la nascita delle chiese sarde dedicate a San Lussorio in ambito culturale bizantino. Secondo lo storico, la diffusione del culto di Lussorio, santo guerriero, sarebbe nato per contrastare la lotta iconoclasta. In tale ambito si sarebbe diffuso in tutta l'isola il culto dei santi militari, fra i quali, appunto, quello di Lussorio, cosicché in suo onore sarebbero sorte numerose chiese, fra le quali sarebbe da includere quella di San Lussorio di Selargius. Nel Santuario selargino, il culto di Lussorio viene associato a quello per i martiri Cesello e Camerino, santi bambini che l'agiografia ritiene martirizzati assieme al primo.

Preliminarmente va detto che la datazione proposta si basa sull'ipotesi che identifica la Chiesa Vittorina di San Lucifero di Pau con quella di San Lussorio di Palma. Alla data della donazione (1089-1090), l'edificio era tuttavia già da tempo edificato. Non è improbabile che l'edificio donato ai Vittorini fosse stato realizzato in età altomedievale (Vedi Scheda bibliografica F. Cherchi Paba), quando si diffuse in tutta l'isola il culto di San Lussorio e di altri santi guerrieri, oppure, come propongono studi recenti, in età tardo-antica (IV-V secolo D.C.).

Si ritiene che il Santuario sia sorto sul luogo di martirio di San Lussorio, Cesello e Camerino. La tradizione ricorda una processione devozionale tenutasi nel XVII secolo per impetrare la pioggia. La processione vide la partecipazione di numerosissime persone di Selargius e dei paesi vicini, dirette alla Chiesa di San Lussorio. La pioggia cadde così copiosa da impedire ai partecipanti di rientrare in processione nei rispettivi paesi di provenienza. Durante la festa di San Lussorio venivano allestite le traccas (carri trainati da buoi), la cui preparazione apriva una sorta di gara tra i proprietari, impegnati ad addobbare con sempre maggiore magnificenza gli animali. Il corteo si svolgeva accompagnato dal canto dei "goccius" (laudi sacre in sardo, in onore del santo, alcune delle quali pervenute sino ad oggi). A conclusione della processione, si ballava nel piazzale della Chiesa.

L'interno della Chiesa era destinato alla sepoltura dei morti, usanza in auge sino alla prima metà dell'Ottocento. Alcuni documenti conservati nell'Archivio Arcivescovile di Cagliari (Vedi scheda bibliografica S. Violante)attestano la sepoltura in loco di un personaggio, tale Pietro Satta, iglesiente, che trascorse parte della sua vita da eremita in San Lussorio (doc. del 2 aprile 1681). Sull'esistenza dell'eremita volle accertarsi - nell'anno 1778 - il vicario generale del Capitolo di Cagliari, che inviò una lettera circolare al vicario della parrocchia Maria Vergine Assunta per avere informazioni in materia. Il vicario, sulla base dei documenti, delle tradizioni e delle testimonianze a sua disposizione, rispose però negativamente (Archivio Diocesano di Cagliari, Respuestas del 1778). Nel 1614 il papa Paolo V concesse ai pellegrini che si fossero recati nella Chiesa di San Lussorio le indulgenze settenarie. Il 26 marzo 1619 lo stesso pontefice concesse l'indulgenza plenaria a tutti i fedeli che avessero visitato il Santuario nel giorno della Festa di San Lussorio, Cesello e Camerino.

La giurisdizione Vittorina è proponibile solo se si accetta l'ipotesi che identifica la Chiesa di San Lussorio con quelle di San Lucifero di Pau, donata assieme al relativo monastero ai monaci di Marsiglia nel 1089-1090.
Se l'ipotesi che identifica il Santuario di San Lussorio con quello di San Lucifero di Pau è esatta, la prima cura spirituale relativa al Santuario è certo da ricondurre ai Vittorini di Marsiglia. Non sappiamo chi ebbe cura del Santuario dalla metà del XIV secolo, periodo in cui si registrò l'irreversibile decadenza dell'Ordine Vittorino in Sardegna,e, in particolare, nel cagliaritano.
A seguito di importanti lavori di restauro sono state demolite parti aggiuntive della Chiesa, ritenute poco interessanti dal punto di vista architettonico e non necessarie in quanto non comprese nell'originaria fabbrica romanica. E' stato ricostruito il tetto, le pareti, il rosone frontale. I lavori di ristrutturazione hanno preservato la parte frontale del portico settecentesco.
Dopo la metà del XVIII secolo, alla facciata venne addossato un nartece realizzato con arcate con copertura a capanna. Il portico fu in seguito chiuso con grate.

Entrato in possesso dei monaci Vittorini di Marsiglia, l'edificio subì ampliamenti e rimaneggiamenti. I Vittorini applicando i canoni costruttivi da loro già usati nella edificazione di altre chiese sarde trasformarono infatti la pianta dell'edificio, realizzando una navata aggiuntiva. E' probabile che fosse stata prevista la costruzione anche di una terza navata, la destra, forse mai realizzata o forse, come ritengono alcuni studiosi, crollata in un momento a noi oscuro. La presenza, anche se solo in fase progettuale, della navata destra, sembra intuirsi dalla tripartizione della facciata. Questa presenta un portale lunettato, caratterizzato dalla disposizione a ventaglio dei conci. Sopra il portale sono tre arcate, nella centrale e più ampia delle quali si apre una bifora.

Non sono noti i nomi degli architetti e delle maestranze che operarono nella fabbrica di San Lussorio, ma è certo che la pianta riflette il gusto architettonico Vittorino. Accorpato alla Chiesa, nel sito in cui sono ora i resti della villa rurale in stile liberty di proprietà della famiglia Soro, era il monastero Vittorino, le cui strutture murarie erano visibili sino a tutto il secolo
La facciata della Chiesa è realizzata con conci calcarei di fattura regolare. Sotto il campanile a vela si apre una bifora caratterizzata da colonnine pensili. Sulla sinistra del portale è presente una lastra decorata con motivi stellari. Sulla parte destra vi è un concio con alloggio per un bacino ceramico. Alcuni conci esterni (stipite sinistro della porta d'ingresso sinistra) e all'interno della Chiesa (nella parete laterale sinistra) sono incise alcuni signa a forma di calzari di foggia medievale, analoghe ad altre rinvenute in numerose chiese sarde della perdonanza. La Chiesa possedeva importanti arredi.

Un documento del 1607 ricorda la presenza nella Chiesa di una statua in legno, riccamente vestita, dedicata al santo titolare. La statua, ritenuta di fattura quattrocentesca, è ora perduta. Un altro documento, ancora seicentesco, ricorda la presenza nel Santuario di un retablo realizzato nella scuola di Michele Cavaro, dei primi del Cinquecento, raffigurante la Vergine con il Bambino Gesù, la Crocefissione, San Biagio, San Lussorio, San Cesello e San Camerino, San Pietro, San Cosimo, Cristo che si leva dal Sepolcro, San Damiano e San Paolo.
Apparteneva alla Chiesa anche un paliotto, restaurato di recente, che rappresenta il martirio di Lussorio, Cesello e Camerino, realizzato da Francesco Massa, pittore e cavaliere appartenente alla nobile famiglia che nel Settecento possedeva numerosi terreni presso il San Lussorio.

Dalla documentazione fotografica sappiamo che all'interno della Chiesa era collocato un pulpito, e un'acquasantiera. Alcuni saggi di scavo archeologico hanno permesso di rinvenire alcune lastre tombali ottocentesche, oggi conservate all'interno della Chiesa. Numerosi oggetti sacri e arredi furono trafugati durante la seconda guerra mondiale, quando la Chiesa accolse un comando di truppe alleate, mentre altri rimasero in custodia alla famiglia Soro, proprietaria dell'edificio Santuariale e dell'area in cui esso è sorto. Di recente, la famiglia Soro ha restituito al Santuario alcuni di questi oggetti, quali un quadro rappresentante San Luigi e un altro raffigurante il Sacro Cuore. Attualmente gli arredi della Chiesa sono costituiti da: un turibolo, una navicella e un campanello d'argento di fattura tardo settecentesca; da alcune ampolle con vassoio, un pisside, un calice (secolo XIX); da un messale risalente al 1772 e da un altro del 1880. Vi sono, inoltre, un aureale in argento (secolo XVIII), e tutti i simboli del martirio di San Lussorio (palmette, spada finemente cesellata, messale con custodia in argento, risalenti al XVIII secolo). Sono conservati anche diversi paramenti sacri, tutti risalenti al XVIII secolo e gli abiti, sempre settecenteschi, che in occasione della festa rivestono l'antico gruppo statuario di Lussorio, Cesello e Camerino.

Gli ex voto sono rimasti in possesso della famiglia Soro (antica proprietaria dell'edificio e dell'area ad esso antistante), sino al 2000, anno in cui sono stati ricollocati all'interno del Santuario. La raccolta è costituita da: fascia da ufficiale; medaglia risalente alla II guerra d'indipendenza; medaglia datata 1848 donata dal sottotenente Porceddu, dei Cacciatori Guardie, medaglia con scritta francese recante il ritratto di Napoleone III, risalente al 1859 e relativa alle campagne d'Italia di Montebello, Palestro, Turbigo, Magenta, Marignon, Solferino; medaglia del 1861; ex voto d'argento riproducente la sagoma di un orecchio. Particolarmente interessanti sono alcuni ex voto in oro: uno, riproducente la sagoma di un cuore, datato presumibilmente alla seconda metà del XVIII secolo, è filigranato, con figure di angeli, ed è caratterizzato dalla sigla GR (grazia ricevuta). Notevoli sono anche 6 anelli di foggia femminile, in oro con pietre preziose incastonate. Fa parte della raccolta anche un ex voto in argento a forma di cuore, offerto alcuni anni fa per grazia ricevuta, attualmente il tutto è custodito all’interno del Santuario, in una teca di cristallo e alle pareti dell'edificio.

Non è nota la provenienza dei pellegrini di età medievale, per i quali possiamo ipotizzare percorsi devozionali di tipo locale e regionale. A costoro vanno certo attribuiti i signa di pellegrinaggio ("orme" di forma plantare) incisi all'interno e all'esterno della Chiesa. Tali orme inducono a ritenere il Santuario una Chiesa della perdonanza: come tale essa potrebbe essere inserita nel circuito di chiese penitenziali, distribuite nei territori dei Regni giudicali sardi. In età moderna il bacino di utenza fu di carattere regionale, anche se la maggior parte dei pellegrini proveniva dal Campidano di Cagliari. Un aumento e riteniamo anche un ampliamento del bacino geografico dell'utenza, si registrò sicuramente dopo la concessione, da parte del pontefice Paolo V, delle indulgenze settenaria (1614) e plenaria (1619). Nella metà dell'Ottocento, l'Angius ricordava che alle feste celebrate in onore del Santo "concorre ... molta gente dà paesi vicini e anche lontani". Attualmente i pellegrini provengono da un'area limitata a Selargius e, in misura minore, al vicino paese di Monserrato.
Quando si parla di miracoli trattasi di grazie ricevute (guarigioni spesso ottenute tramite il contatto con il sarcofago di San Lussorio, o per invocazione allo stesso Santo, miracoli spirituali), testimoniate da devoti ancora oggi in vita.

Nel 1849 l'Angius ricordava che ai suoi tempi si celebravano due feste in onore di San Lussorio. Lo stesso Autore ricordava anche che in passato il Santo era celebrato con tre feste, uso questo introdotto nel XVI secolo da Giovanni Arca, già pievano di Bitti. Le celebrazioni prendevano avvio la seconda domenica di ottobre, quando le statue di Lussorio, Cesello e Camerino, conservate nella Chiesa parrocchiale di Maria Vergine Assunta, venivano issate su un cocchio artisticamente lavorato e portate in processione solenne sino al Santuario di San Lussorio. Le statue dei tre martiri rimanevano nel Santuario per due settimane, alla fine delle quali facevano ritorno alla Parrocchiale.
Attualmente, la statua del Santo staziona nel Santuario per una settimana portato in processione dalla Chiesa Parrocchiale su un cocchio come nei secoli passati. I festeggiamenti sono stati spostati ad agosto e coincidono con il giorno 21 data effettiva del Martirio di San Lussorio (21 agosto 304) mentre dalla seconda domenica di ottobre viene celebrato il novenario dedicato al Santo Martire.

Nella storia del Santuario va ricordata la data del 1994, anno in cui si costituì il Gremio di San Lussorio, associazione di devoti con il compito di provvedere alla cura materiale del Santuario e alla organizzazione e gestione della festa annuale. All'interno del Gremio, che è costituito da soci di sesso maschile, è nato il Consiglio femminile, che cura il decoro della Chiesa e alcuni momenti della festa (rituale della vestizione).

E' da notare che oggi come in passato, durante le processioni vengono cantati i "goccius" di San Lussorio (laudi in sardo, in onore del Santo). Un rituale che ha preso avvio nel 1994 è costituito dalla vestizione e svestizione della statua del santo, curata dalle componenti del Consiglio femminile del Gremio di San Lussorio.
_______________________________________________________________________________________________________

Documenti degni di segnalazione:

Doc. 9 settembre 1859 - Verbale della seduta del Consiglio comunale di Selargius. Il Il Sindaco propone che dai fondi comunali vengano stornate 250 lire da destinarsi alla festa di San Lussorio. In particolare, 200 lire avrebbero costituito il premio per i vincitori del palio dei cavalli,le restanti 50 lire sarebbero state, invece, destinate alle spese religiose. il Sindaco ribadiva, nel corso della riunione consiliare, che la festa era una "festa di fiera e di mercato". che richiamava molti devoti e visitatori, cosa che rendeva senz'altro necessario l'abbellimento nella festa religiosa ed il potenziamento delle attività profane.

Libri

Autore:                Goffredo Casalis
Titolo dell'opera:    Dizionario geografico,storico,statistico,commerciale degli Stati di S.M. il Re di Sardegna  
Casa editrice:         G. Maspero  
Edizione:               nell'anno 1849
Descrizione del contenuto:
Alle pp. 796-797 descrive l'antica festa di San Lussurio, la provenienza dei devoti. Attesta l'usanza di correre il palio durante la festa (ultima domenica dei festeggiamenti).
____________________________________________________________________________________________________________________________________
Autore:                 Felice Putzu
Titolo dell'opera:     I Santi Lussorio, Cesello e Camerino. Martiri di Sardegna  
Casa editrice:         Tipografia Giovanni Ledda  
Edizione:                nell'anno 1932
Descrizione del contenuto:
Sono raccolte le fonti agiografiche su San Lussorio. Viene ripercorsa la vita del santo, la sua conversione. Etimologia del nome Luxorius. La vita del santo dopo la sua conversione: preghiera e penitenza di Lussorio in una grotta presso Villanova Monteleone. Prigionia di Lussorio, Cesello e Camerino. Primo martirio del santo a Fordongianus. Secondo martirio e decapitazione in una località vicina a Cagliari. Analisi delle fonti riguardanti il luogo di martirio. Il culto dei tre santi a Pisa, Pavia e Firenze. La chiesa di San Lussorio a Selargius: descrizione, arredi posseduti in antichità. Il monastero vittorino di San Lucifero di Pau.
____________________________________________________________________________________________________________________________________
Autore:                 Gabriele Piras
Titolo dell'opera:     I Santi venerati in Sardegna  
Casa editrice:         Scuola Tipografica Francescana convento San Mauro  
Edizione:               nell'anno 1959
Descrizione del contenuto:
Vita di Lussorio. L'autore sostiene la tesi secondo la quale Lussorio sarebbe stato condotto da Cagliari a Fordongianus, ove sarebbe stato flagellato e imprigionato. Da Fordongianus sarebbe stato ricondotto a Cagliari: non avendo egli abiurato al cristianesimo, sarebbe stato torturato, portato fuori Cagliari e decapitato assieme ai martiri Cesello e Camerino. Il luogo fuori Cagliari sarebbe da porre, per l'Autore, in agro di Selargius, laddove è ubicato il santuario di San Lussorio. (p. 135).

____________________________________________________________________________________________________________________________________
Autore:                 Felice Cherchi Paba
Titolo dell'opera:     La chiesa greca in Sardegna. Cenni storici - Culti - Tradizioni  
Edizione:                nell'anno 1963
Descrizione del contenuto:
Analizza il culto dei santi guerrieri, introdotto dai Bizantini in Sardegna nei secoli dell'Alto-Medioevo, durante la lotta contro gli iconoclasti. I santi militari, fra i quali San Lussorio, divengono campioni nella difesa della Chiesa.
____________________________________________________________________________________________________________________________________
Autore:                 AA. VV
Titolo dell'opera:     La Provincia di Cagliari  
Casa editrice:         Amilcare Pizzi S. p .A. - Arti grafiche  
Edizione:               nell'anno 1983
Descrizione del contenuto:
All'interno di una scheda che riguarda il Comune di Selargius (Ambiente. Storia. Archeologia. Arte. Tradizioni popolari) viene attestata la presenza, in agro di Selargius, della chiesa dedicata a San Lussorio. Il santuario era, alla data di edizione del libro, ancora una chiesa campestre. Viene ricordata la leggenda di fondazione, che vuole la chiesa eretta sul luogo di martirio di San Lussorio e dei Santi Cesello e Camerino.
____________________________________________________________________________________________________________________________________
Autore:                  Francesco Tedde
Titolo dell'opera:      Un giorno a Selargius  
Edizione:                 nell'anno 1983
Descrizione del contenuto:
L'Autore riassume le due teorie a riguardo del martirio di San Lussorio, che ipotizza avvenuto ora a Fordongianus ora in agro di Selargius. (pp. 125-126) - Documenta il pregevole sarcofago di età tardo-antica che reca, in una facciata, l'immagine scolpita di un militare (forse da identificare con San Lussorio, il santo guerriero?). Descrive la chiesa, proponendo, sulla base dello studio del canonico Felice Putzu (Vedi scheda bibliografica) il V secolo d. C. come probabile periodo di edificazione della chiesa. Ricorda la presenza di un annesso monastero voluto dai monaci Vittorini di Marsiglia. Attesta come la chiesa fosse stata parrocchiale della "villa" medievale di Palmas. Ricorda poi: il bacino di provenienza dei pellegrini di età moderna e contemporanea; la sagra che si teneva in occasione della festa; la magnificenza delle processioni che si svolgevano con seguiti di traccas e cavalli e che erano accompagnate dai "goccius" (laudi in sardo) dedicati al Santo. (pp. 126-128)- Alle pp. 129, 130, 131, 132, 133 sono presenti alcune fotografie che riprendono la chiesa di San Lussorio in un periodo precedente al restauro strutturale. Una di esse rappresenta il gruppo ligneo di San Lussorio, Cesello e Camerino.
____________________________________________________________________________________________________________________________________
Autore:                  Gian Paolo Caredda
Titolo dell'opera:      Sagre e feste in Sardegna  
Casa editrice:           Della Torre  
Edizione:                 nell'anno 1990
Descrizione del contenuto:
Origine del culto di San Lussorio in Sardegna. Teoria che vuole il Santo decapitato in agro di Selargius. Il libro ricorda la presenza, in uno dei muri esterni della chiesa, di una lapide che ricordava il martirio del Santo. Sul santo, l'Autore afferma: "il martirio del santo leggendario, ma la sua esistenza certa". Il libro documenta anche la capillare diffusione del culto di Lussorio in tutta l'isola e, in particolare, a Fordongianus.
____________________________________________________________________________________________________________________________________
Autore:                   Roberto Coroneo
Titolo dell'opera:      Architettura romanica dalla metà del Mille al primo '300  
Casa editrice:           Ilisso  
Collana:                  Storia dell'arte in Sardegna  
Edizione:                nell'anno 1993
Descrizione del contenuto:
Descrizione della struttura architettonica del santuario (scheda 73, p. 177). Prima menzione della chiesa di "Santo Lusurio". Ambiguità nella identificazione della chiesa: problematiche relative alla presenza di un edificio di culto, sito in agro di Selargius, dedicato a San Lucifero de Pau.
____________________________________________________________________________________________________________________________________
Autore:                 Sandra Violante
Titolo dell'opera:    La chiesa di San Lussorio a Selargius  
Casa editrice:         Litotipografia Trois C. di Sergio e Antonio  
Edizione:               nell'anno 1994
Descrizione del contenuto:
La chiesa e la sua collocazione storica: ubicazione del santuario, frequentazione del sito, fonti che ricordano la chiesa, antichità del santuario. Concessione di indulgenze. Festività in onore del santo (pp. 7-11). Il culto di San Lussorio, vita del santo, problematiche legate al luogo del martirio. Alternanza, nella chiesa di San Lussorio, del culto e del nome Lussorio/Lucifero (pp. 12-23). Architettura e arredi della chiesa (pp. 25-30). Restauro e restituzione al culto della chiesa (pp. 31-38).
____________________________________________________________________________________________________________________________________
Autore:                  Segni Pulvirenti Francesca, Sari Aldo
Titolo dell'opera:      Architettura tardogotica e d'influsso rinascimentale  
Casa editrice:           Ilisso  
Collana:                  Storia dell'arte in Sardegna  
Edizione:                 nell'anno 1994
Descrizione del contenuto:
Alla p. 220 vengono ricordati i lavori di scavo effettuati nel 1615 in prossimità della basilica paleocristiana di San Saturno, che portò alla luce un ambiente interrato di forma quadrangolare. Tra gli stipiti del portale venne rinvenuta una sepoltura con un mosaico funerario che riportava la scritta "Luxu ... rius", interpretata dal Carmona, che partecipò allo scavo, come una catacomba ove sarebebro stati deposti i corpi dei martiri Lussorio, Cesello e Camerino, prima della loro traslazione nella chiesa di San Lucifero, posta - secondo lo stesso Carmona, in agro di Selargius.
____________________________________________________________________________________________________________________________________
Autore:                  Antonio Francesco Spada
Titolo dell'opera:      Storia della Sardegna Cristiana e dei suoi Santi. Il primo Millennio  
Casa editrice:           S'Alvure  
Edizione:                 nell'anno 1994
Descrizione del contenuto:
Etimologia del nome Lussorio. La Passio e le sue tre redazioni. Sintesi della Passio e analisi testuale. Incongruenze della medesima Passio. (196-198) - L'Autore ricorda che Selargius contende a Fordongianus il primato del luogo del martirio del santo. Attesta la presenza del sarcofago strigilato e con immagine di guerriero, conosciuto nella tradizione popolare come sepolcro di San Lussorio, usato nella chiesa medievale come altare. Ricorda la versione "selargina" del martirio di San Lussorio e la leggenda di fondazione della chiesa dedicata al martire guerriero. Ricorda la presenza, nel santuario selargino, di una lapide che tramandava come l'edificio fosse stato eretto sul luogo di martirio di San Lussorio. Attesta il ritrovamento, fatto nel 1615 nella chiesa di San Lucifero di Cagliari, di un mosaico funerario che riportava il nome di Luxurius. Ricorda l'ipotesi dell'Esquirro, secondo il quale Lussorio, Cesello e Camerino sarebbero stati sepolti tutti nella chiesa di San Lucifero. Documenta la grande venerazione per il Santo in tutta l'isola.
___________________________________________________________________________________________________________________________________
Autore:                   Lauranna Puxeddu
Titolo dell'opera:      San Lussorio. Devozione e Reliquie.  
Casa editrice:           Lions Club Selargius  
Edizione:                 nell'anno 2000
Descrizione del contenuto:
Il volumetto racconta la vita di San Lussorio ed il suo martirio attraverso l'analisi delle fonti oggi disponibili. Descrive brevemente l'edificio, rilevando come dopo i recenti lavori di restauro siano da esso scomparsi numerosi arredi antichi (pulpito ligneo, tombe ubicate sotto il pavimento, lapidi, altare laterale). Descrive e analizza il sarcofago di San Lussorio, sostenendo che esso accolse le spoglie del martire. Descrive i signa di forma plantare presenti in alcuni conci interni ed esterni della chiesa, da lei stessa rilevati. Ricorda le due bolle papali del 1614 e del 1619 con le quali venne concessa l'indulgenza a tutti i devoti che avessero visitato il santuario. Attesta il culto dei Santi Lussorio, Cesello e Camerino e le probabili traslazioni delle loro reliquie in ambito italiano peninsulari.
____________________________________________________________________________________________________________________________________
Autore:                  Gianpietro Dore
Titolo dell'opera:      Sulle orme dei pellegrini  
Casa editrice:           Zonza Editori  
Collana:                  Chiese e Arte sacra in Sardegna  
Edizione:                 nell'anno 2001
Descrizione del contenuto:
Analizza il fenomeno del pellegrinaggio in Sardegna attraverso i caratterisitci signa di forma plantare incisi sui paramenti esterni ed interni di molte chiese sarde, che furono meta di pellegrinaggi devozionali e penitenziali. E' presente una scheda sulla chiesa di San Lussorio, con brevi notizie sulla stessa, e la descrizione dei signa plantari ivi rinvenuti. Sono presenti anche due fotografie che raffigurano tali signa.
____________________________________________________________________________________________________________________________________
Autore:                  Bachisio Raimondo Motzo
Titolo dell'articolo:    La passione di San Lussorio o San Rossore  
Titolo della rivista:    Studi Sardi  
Edizione:                nell'anno 1934
Descrizione del contenuto:
L'articolo tratta: della più antica menzione fatta del martire San Lussorio. La vita del Santo attraverso la testimonianza di San Gregorio Magno, del Martirologio Gerolimiano, della Passio Sancti Luxurii. Diffusione del culto del Santo in età medievale. Il Codice Mombriziano. Analisi delle fonti disponibili, al fine dell'individuazione del luogo di martirio. Il culto del Santo nella Penisola italiana. Il problema della traslazione delle reliquie di San Lussorio, Cesello e Camerino a Pavia.
____________________________________________________________________________________________________________________________________
Autore:                  Mariano Muscas
Titolo dell'articolo:    Devozione a convegno  
Titolo della rivista:     Almanacco di Cagliari  
Edizione:                 nell'anno 1997
Descrizione del contenuto:
Ricorda le origini della festa, per l'autore risalente al XVII secolo. Ricorda che il simulacro del santo è custodito tutto l'anno nella parrocchia Maria Vergine Assunta di Selargius. Ripercorre le vicende della chiesa di San Lussorio e della sua festa. Traccia una sintesi della vita del santo. Descrive la sagra di San Lussorio così come si svolgeva a cavallo fra il XIX e XX secolo. Ripercorre le più recenti vicende dell'edificio chiesastico. Ricorda i lavori di restauro e la nascita del Gremio di San Lussorio, che ancora oggi cura la chiesa e l'organizzazione della festa annuale. Descrive le fasi salienti della processione che si svolge in onore del santo.
____________________________________________________________________________________________________________________________________
Autore:                  Anna Saiu Deidda
Titolo dell'articolo:    Opere d'arte e d'architettura in Sardegna nei disegni del '600  
Casa editrice:           Edizioni Scientifiche Italiane  
Edizione:                 nell'anno 1984  
Descrizione del contenuto:
Analizza alcuni codici manoscritti, del 1639, riguardanti la chiesa di San Lussorio di Selargius. Riassume la problematica intorno alla doppia dedicazione della chiesa (San Lucifero e San Lussorio). Pone la costruzione dell'edificio originario in età tardo-antica. Attribuisce la struttura oggi visibile a canoni architettonici in auge tra il XII ed il XIII secolo.
____________________________________________________________________________________________________________________________________
Autore:                   Renata Serra
Titolo dell'articolo:     La chiesa di San Lussorio di Selargius: Considerazioni in merito alla questione sul prospetto...  
Casa editrice:            Bulzoni  
Edizione:                  nell'anno 1993  
Descrizione del contenuto:
Analizza il prospetto della chiesa di San Lussorio di Selargius, considerato direttamente dipendente dal prospetto romanico, poi modificato, della chiesa di San Lucifero di Cagliari.
____________________________________________________________________________________________________________________________________
Autore:                   Giovanni Ugas
Titolo dell'articolo:     Siti, monumenti e materiali dell'agro di Selrgius al tempo di Cartagine e di Roma  
Casa editrice:            Amilcare Pizzi Editore  
Edizione:                  nell'anno 1997  
Descrizione del contenuto:
Individua nella chiesa di San Lussorio la parrocchiale della "villa" medievale, poi abbandonata, di Palmas.
____________________________________________________________________________________________________________________________________
Autore:                    Barbara Fois
Titolo dell'articolo:     Selargius nel Medioevo  
Casa editrice:            Amilcare Pizzi Editore  
Edizione:                  nell'anno 1997  
Descrizione del contenuto:
Donazioni a favore della chiesa di San Lucifero di Pau, probabilmente coincidente con la chiesa dedicata a San Lussorio di Palmas. Analisi della relativa documentazione. Sono riportati nell'articolo alcuni disegni del XVII secolo che ripropongono il prospetto della chiesa.
____________________________________________________________________________________________________________________________________
Autore:                   Franco Masala
Titolo dell'articolo:     Architetture e Arte nel territorio comunale  
Casa editrice:            Amilcare Pizzi Editore  
Edizione:                  nell'anno 1997  
Descrizione del contenuto:
Descrive la chiesa di San Lussorio, ricordandone il titolo di San Lucifero e quello successivo di San Luxorio. Ricorda il dipinto dell'artista Giovanni Marghinotti "Festa campestre in Sardegna", che ha trasmesso ai posteri l'immagine dell'antica struttura architettonica del santuario e quella relativa alla festa del Santo, così come si svolgeva nell'Ottocento. Ricorda il sarcofago di San Lussorio e il paliotto, che riproduce il martirio di San Lussorio, Cesello e Camerino, attribuito all'artista cagliaritano Francesco Massa.
____________________________________________________________________________________________________________________________________
Autore:                  Franco Masala
Titolo dell'articolo:    La chiesa di San Giuliano  
Casa editrice:          Amilcare Pizzi Editore  
Edizione:                nell'anno 1997  
Descrizione del contenuto:
Analizza il sarcofago di San Lussorio, che durante il restauro della chiesa di San Lussorio, era rimasto custodito nel portichetto antistante la facciata della chiesa medievale di San Giuliano.
____________________________________________________________________________________________________________________________________
Autore:                  Marcella Bonello
Titolo dell'articolo:    San Lussorio  
Casa editrice:           Amilcare Pizzi Editore  
Edizione:                 nell'anno 1997  
Descrizione del contenuto:
Descrive il culto di San Lussorio, il suo martirio e la sorte delle reliquie del santo, attraverso l'analisi delle fonti oggi disponibili.

 (da SANTUARI CRISTIANI curato da Sitzia Simonetta).

 

Web Design: Piludu.it - Cagliari